Bell'Atavola enogastronomia a Bellaria Igea Marina
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L'Associazione Bell'Atavola ha scopi ed interessi primari nella valorizzazione delle potenzialità della cucina e della buona tavola locale legata allo sviluppo e alla promozione turistica. Scopo di Bell'Atavola è anche quello di creare a Bellaria Igea Marina emozioni con cene, degustazioni e con presentazioni di prodotti tipici e genuini.

 

Bell’Atavola è un’Associazione a partecipazione privata.
Costituita nel 2005 vi aderiscono tutte le categorie economiche facenti capo a Verdeblu Srl:
- Associazione Italiana Albergatori
- CNA
- Confartigianato
- Confcommercio
- Cooperativa Bagnini
- Turismhotels

 


A Bellaria Igea Marina sono tanti gli eventi dedicati alla riscoperta dei sapori del territorio: si comincia a Gennaio con "La Mora. Tradizione e gusto" una sagra che ha come protagonista una prelibata specie suina autoctona, si prosegue a Maggio con "Il Pinzimonio. Colori e sapori" e "La Borgata che Danza" per finire a Settembre con la grande festa di fine estate, dedicata ad un alimento di umili origini ma che è diventato simbolo stesso della cucina romagnola nel mondo "La piadina, anima e tradizione - La pis un po' ma tot" (piace un po' a tutti).


In tutte le manifestazioni, il mangiare bene è abbinato a musica, balli, spettacoli e momenti conviviali per coniugare la buona tavola con l'allegria del ritrovarsi e dello stare insieme.

 

 

 

ASSOCIAZIONE BELL’ATAVOLA
Via Panzini, 80 _ 47814 Bellaria Igea Marina (RN)
Tel +39 0541 346808 – Fax +39 0541 342455
www.bellatavola.it - info@bellatavola.it

 

 

 

I PRODOTTI TIPICI

 

La Romagna è terra di sapori genuini e per verificarlo basta sedersi al tavolo di un ristorante tipico o di una trattoria. Qui la piadina è nella sua patria di origine ed accompagnata dagli affettati e dai formaggi locali come antipasto o spuntino, nella sua semplicità è veramente sublime. La pasta fatta in casa invece, è la regina incontrastata della tavola: assaggiate tagliatelle, ravioli, strozzapreti e cappelletti con gustosi ragù di carne o di pesce ed infine, non mancate di concludere la degustazione con una succulente grigliata o con la tipica zuppa di pesce dei pescatori che qui viene chiamata "il brodetto".
Per accompagnare i vostri pasti con un buon bicchiere di vino, scegliete un abbinamento territoriale, ad esempio un Sangiovese delle colline riminesi, che grazie al sapiente lavoro delle aziende vinicole della zona, ha raggiunto negli ultimi anni livelli di qualità elevatissimi. La produzione di olio extravergine è invece tradizione antica e come riconoscimento della sua eccellenza ha ottenuto anche la certificazione europea Dop.

 

La Piadina
In Romagna il pane è la fragrante piadina, sicuramente la più classica delle specialità romagnole. La piada conserva le caratteristiche di quel pane azzimo che, per decine di secoli è stato il piatto base dell’alimentazione dei popoli del Mediterraneo. Ogni paese della Romagna ha la sua piada, con le tradizioni e le varianti locali, anche il nome varia da zona a zona: piê, pjida, pieda, pida. È una sfoglia rotonda di acqua, farina e sale, cotta sul testo di argilla o sulle piastre di ghisa; nei ristoranti viene servita per accompagnare le superbe grigliate di carne o di pesce, le verdure gratinate, gli umidi; i tipici chioschi a strisce colorate, diffusissimi in tutte le località della Riviera, la farciscono con salsiccia, salame, prosciutto, formaggio molle e da taglio, ed erbe cotte. Non mancano le proposte più fantasiose che hanno conquistato la gola di molti appassionati che la gustano con marmellate, miele, nutella, squacquerone e fichi caramellati.

 

I vini
Grande invenzione dell’uomo, il vino gode in Romagna di un sacro rispetto. Protetta dall’Appennino e mitigata dal mare, l’ampia zona collinare, compresa tra le province di Forlì Cesena e Rimini, grazie alla varietà dei terreni e ai vitigni acclimatati da secoli, vanta una gloriosa tradizione vitivinicola che, negli ultimi anni, ha conquistato, meritatamente, la ribalta nazionale e internazionale. I vitigni più famosi sono il rosso Sangiovese e il bianco Trebbiano, i più diffusi sul territorio nazionale, padri maggioritari di molti vini di grande pregio. Gli altri vitigni peculiari del territorio sono l’Albana: il biondo nettare di Romagna, primo bianco in Italia ad ottenere la Docg e la Cagnina, vino rosso dolce o amabile, pronto da bere subito dopo la vendemmia.

 

Le minestre
Bandiere gastronomiche della cucina locale, per minestre si intendono tutti i primi piatti, in brodo o asciutti, rigorosamente fatti a mano e che a volte si presentano ripieni di formaggio, erbe, zucca, pesce, ricotta. Si ottengono da un impasto di uova e farina lavorato a mano e tirato col mattarello fino a quando non diventa una morbida sfoglia rotonda, dorata, fine, senza rotture e lievemente rugosa per assorbire, come si deve, i condimenti; ne esiste anche una versione verde, che viene usata per le lasagne al forno, in questo caso all’impasto si aggiungono gli spinaci o le ortiche. La sfoglia viene tagliata in forme diverse a seconda della pasta che si vuole preparare e a formare un’enorme legione di primi piatti che non trova riscontro in altre cucine regionali: tagliatelle, cappelletti, ravioli, tortelli, tagliolini, pappardelle, maltagliati, garganelli conditi in tantissimi modi, decine di salse, intingoli e ragù, di terra e di mare, che ne esaltano in maniera superba la bontà. A questa lunga lista di oggetti del desiderio vanno aggiunte altre due minestre, gli strozzapetri, che già nel nome rivelano il carattere anarchico dei romagnoli, striscioline di pasta fatta con acqua, farina e sale e poi arrotondate con le mani, e i passatelli: uova, parmigiano, pangrattato, odore di noce moscata e scorza di limone, che si lavorano con un apposito attrezzo; la tradizione li vuole in brodo di carne, meglio se cappone, come i cappelletti, ma sono deliziosi anche col brodo di pesce. Difficile decidere quale desiderio scegliere, anche perché gli chef mescolano con grande maestria il sapere tradizionale alle nuove tendenze gastronomiche, e allora sì che diventa veramente un peccato di gola.

 

I secondi
Per affrontare la ricchezza e la varietà dei secondi piatti caratteristici del territorio, si possono seguire due differenti itinerari del gusto: quello di terra e quello di mare.
Dai campi della pianura e dai prati dell’Appennino arrivano carni pregiate e genuine per le rinomate grigliate, un’autentica specialità della gastronomia regionale, per le quali si usano agnellone e castrato di Romagna, il vitellone bianco dell’Appennino centrale che ha ottenuto il marchio Igp e il maiale della razza mora romagnola. Le carni, sempre tenere e di grande qualità, vengono poste con delicatezza sulla brace ardente su cui trovano posto anche gli insaccati freschi, come il salame, la salsiccia e la pancetta e sprigionano quell’aroma irresistibile per le papille gustative di ogni buongustaio.
Anche la grigliata di pesce non scherza: quasi tutti i tipi di pesce pescati in Adriatico sono adatti alla griglia: triglie, rombi, code di rospo, canocchie, sogliole, crostacei e una montagna di spiedini per i quali si impiegano calamari, gamberi e seppioline. La più classica delle grigliate è la “rustida” di sgombri, sardoncini e sarde, ovvero il pesce azzurro, economico e squisito di cui questo mare è ricchissimo. Di grande delicatezza le ricette al sale dolce di Cervia che protegge ed esalta i sapori di branzini, rombi, sardoncini e gamberoni. Vengono dalla tradizione anche le seppie coi piselli, le seppie stufate, le fritture di calamaretti, di omini nudi e di paranza, le zuppe di cozze, vongole veraci e telline e gli umidi di lumachine. La chiusura dell’itinerario gastronomico di mare spetta al brodetto di pesce, secondo la tradizione marinara deve essere robusto, denso di pomodoro, forte di aceto e pepe nero, così lo preparavano i pescatori sulle barche, ma le varianti locali sono veramente tante, alcune molto saporite e altre più raffinate: zuppe di pesce gustosissime da accompagnare con pane tostato condito con olio buono e profumato di aglio.

 

Sorprese di pianura, profumi di bosco, dolci delicatezze
Tra mare e collina, nella pianura è tutto un susseguirsi di campi coltivati, orti, vigneti e frutteti a perdita d’occhio, in primavera un tripudio di colori. E in tavola un’alta qualità (molte delle produzioni ortofrutticole vantano il marchio Igp): pesche, pere, nettarine, ciliegie, fragole, albicocche, kiwi, mele, susine, cocomeri, meloni, patate, pomodori, aglio, scalogno, asparagi, zucche e zucchine.
Le pinete e gli Appennini sono invece terre di funghi, di tartufi, di erbe spontanee e aromatiche che vengono impiegate nella cucina del territorio così come i frutti del bosco e del sottobosco: pinoli, castagne, more, mirtilli e lamponi.
L’ultima nota per i viaggiatori del gusto riguarda i dolci e la cucina romagnola offre la ciambella, gli zuccherini, la zuppa inglese, il sugal (dolce di mosto), il savor con mele e pere cotogne, il miacetto, i sabadoni, le mistochine con farina di castagne e il bustreng con miele e pezzi di frutta.

 

 

LE RICETTE TRADIZIONALI 

 


PASSATELLI IN BRODO Passatelli in brodo
Ingredienti:
- 2 uova
- 200 g parmigiano
- 300 g pane grattato
- una grattugiata di buccia di limone
- noce moscata
- un pizzico di sale

Preparazione:
Per il brodo: deporre in abbondante acqua fredda un oso di bue, due pezzi di manzo, un'ala e una zampa di gallina. Fare bollire, schiumare e salare. Aggiungere un pò di rosmarino, 1 carota, un gambo di sedano, 2 cipolle, 3 pomodorini. Abbassare il fuoco e fare cuocere per 2-3 ore. Spegnere, togliere tutti i solidi, lasciare raffreddare e grassare leggermente in superficie, dopodiché passarlo con il colino.
Impasto: impastare tutti gli ingredienti fino ad avere un impasto consistente. Formate una palla e lasciarla riposare per un'ora. Portare a bollore il brodo e, con l'apposito attrezzo a scudo bucherellato, schiacciare la palla lasciando cadere i passatelli nel brodo facendo attenzione che non si spezzino. Appena vengono a galla, spegnere.

 

TAGLIATELLE ALLA ROMAGNOLA Tagliatelle alla romagnola


Ingredienti (per 4 persone):
- 4 uova
- 400 g farina
- sale q.b.
 


Preparazione:
Mettere sul tagliare la farina a fontana, fare un buco in mezzo e mettere le uova e il sale, impastate il tutto con le mani. Quando l’impasto sarà duro e ben compatto, tirate l’impasto con il matterello, deve diventare una sfoglia sottile. Se la sfoglia è stata ben tirata, le tagliatelle risulteranno compatte e soprattutto lunghe: è questo il segreto delle tagliatelle ben fatte. Occorre lasciarle asciugare e poi potete tagliarle. Lessatele in abbondante acqua calda e salata. Il condimento puo’ essere: ragù o burro e parmigiano.

 

PIADINA ROMAGNOLA Piadina romagnola

Ingredienti:
- 500 g farina
- 150 g strutto
- acqua tiepida q.b.
- 1 cucchiaio di sale
- un pizzico di bicarbonato

Preparazione:
Impastate la farina con lo strutto, il sale, il bicarbonato ed una quantità d'acqua necessaria ad ottenere un impasto consistente e sodo ma lavorabile. Manipolate il tutto per una decina di minuti affinchè tutti gli ingredienti si mescolino per bene, e suddividetela in parti grandi come un uovo. A questo punto stendete, con il mattarello infarinato, dei dischi sottili della misura che più preferite che coprirete con dei tovaglioli per evitare che si possano seccare. Fate scaldare una padella antiaderete (ideale sarebbe la pietra refrattaria) e fate cuocere le vostre piadine da entrambi i lati, punzecchiandole con una forchetta per evitare che si possano gonfiare. Una volta che saranno cotte da entrambi i lati, potete farcirla con tutti gli indredienti che preferite e secondo i vostri gusti.

 

POLLO E CONIGLIO ALLA CACCIATORA Pollo e coniglio alla cacciatora
Ingredienti:
- strutto
- cipolla
- pollo
- coniglio
- sale
- pomodori
- vino bianco
Preparazione:
Mettete in un tegame con lo strutto una cipolla tritata e fatela rosolare: toglietela e mettete nello strutto il pollo ed il coniglio tagliati a pezzi. Salate e cuocete. Quando saranno arrostiti aggiungete la cipolla di prima, quella che avete tolta dal tegame assieme a dei pomodori tagliati a pezzi. Fate bollire il tutto, aggiungete un mezzo bicchiere di vino bianco e continuate a far bollire finchè non vedrete il brodo diventare denso.

 

ALICI MARINATE Alici marinate
Ingredienti:
- alici
- aceto di vino bianco
- succo di limone
- olio d'oliva
- spicchi d'aglio
- prezzemolo
- origano
- pepe
- succo d'arancia
- foglie d'alloro
- sale fino
- salvia
Preparazione:
Pulite le alici, eliminando la testa e le spine (dopo averle aperte a libro), risciacquate in acqua corrente. Collocate poi in una terrina a marinare, dapprima per una mezz'oretta in buon aceto di vino bianco e succo di limone. Poi, eliminato l'aceto, si ripropone una seconda marinatura a base di olio d'oliva, altro succo di limone, vino bianco, spicchi d aglio schiacciati, prezzemolo tritato, origano, pepe appena macinato (grossolanamente in questo caso), succo d'arancia (non sembri una stranezza, conferisce ulteriore fragranza), pochissimo peperoncino, poche foglie di alloro, poco sale fino. Questa nuova marinata consente alle alici di conservarsi ottimamente nel tempo, in luogo fresco, per varie settimane. Le alici marinate (e conservate sempre in marinata) sono piacevolmente riproponibili a più riprese tra gli antipasti freddi di pesce. Naturalmente i vecchi marinai per la marinatura , si limitavano a utilizzare alloro, salvia, cipolla, aglio, scorza di limone, cioè la "povertà" disponibile.

 

CIAMBELLA Ciambella
Ingredienti:
- 1 kg farina stacciata
- 4 uova
- 2 hg strutto
- ½ kg zucchero
- 1 bustina lievito (dose per 1 kg)
- 1 bustina vaniglia
- 1 scorza limone gratuggiata
- ¼ di latte
Preparazione:
Era il dolce più diffuso e più di frequente confezionato per qualsiasi festività. Lo si mangiava volentieri accompagnato da un buon bicchiere di vino oppure inzuppato nel vino dolce. La lavorazione era breve. Versare sulla spianatoia il cumulo della farina a fontana, metterci le uova unitamente a tutti gli altri ingredienti ed aggiungendo a poco a poco il latte, amalgamare il tutto. Lavorare l'impasto piuttosto molle senza il matterello, dargli una forma oblunga, i cospargervi piccoli variopinti millefiori e lo metterlo in una lamiera tutta unta con strutto per poi cuocerlo nel forno per circa mezz'ora.
 


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