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LA ZIRUDÈLA

tradizioni romagnole


dal 14 Mar 2022 al 31 Mar 2022

Chi conosce il termine "Zirudèla"? Le sue origini appartengono alla cultura popolare dell'Emilia Romagna sin dai tempi antichi e ancor oggi si tramanda: senza una bella Zirudèla non c'è festa....scopriamo di cosa si tratta!

La Zirudèla (a volte anche cirudella o zirondella, in dialetto emiliano-romagnolo), è un caratteristico componimento umoristico dialettale tipico dell'Emilia-Romagna.  Si tratterebbe di una variazione dei motivi popolari circolari (ovvero con ritornelli ripetuti alla fine di ogni strofa) suonati con strumenti antichi come l'organistrum e poi la ghironda. Il termine potrebbe derivare proprio da questi strumenti utilizzati per l'accompagnamento del canto, da ghironda (o gironda) tramutato nel tempo in  girondella, cirondella, zirondella, zirodella, e infine zirudèla. 

Le zirudelle inizialmente venivanio tramandate oralmente, spesso composte da autori popolani tal volta poco istruiti, ma dotati di grande arguzia e senso dell'umorismo.
Questi canti umoristici, venivano tradizionalmente composti in particolari occasioni: sagre paesane, celebrazioni, anniversari, nozze ecc e si caratterizzano per i loro contenuti scherzosi e faceti. Il componimento inizia solitamente con la parola zirudèla e si conclude con espressioni ripetitive. Successivamente, a partire dal XIX secolo, le zirudelle hanno modificato la loro funzione originaria, perdendo a volte l'accompagnamento musicale e divenendo parte del repertorio di cantastorie e imbonitori di piazza, che regolarmente animavano i mercati di paese: spesso il loro contenuto era ispirato a fatti e notizie reali.

In Romagna, la zirudella più famosa è quella del Lunêri di Smémbar, pubblicata ogni anno dal 1845. Questo  è un lunario-calendario molto diffuso in Romagna,  pubblicato a Faenza (RA) ininterrottamente dal 1845. Esso è composto da un unico grande foglio in formato 70 x 50 cm da appendere al muro, sul quale oltre alle date del calendario, è presente anche una zirudëla dedicata all'anno appena passato, scritta interamente in romagnolo ed illustrata da otto vignette satiriche. 


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